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Ultimamamente mi capita di sentire usare indifferentemente il termine "assoluzione" ed il termine "prescrizione", quasi l'uno potesse essere sinonimo dell'altro. Sono andata a prendere il dizionario, per sincerarmi del fatto che non ci fossero stati degli aggiornamenti a me sgraditi, ma fortunatamente ho trovato le seguenti definizioni:

assoluzione = dichiarazione dell'innocenza dell'imputato pronunciata dal giudice alla fine del processo

prescrizione = estinzione di un reato o di una pena per il trascorrere di un determinato periodo di tempo

Glissando abilmente sul fatto che la sentenza di assoluzione viene pronunciata anche nel caso in cui la prova che il fatto sussiste sia insufficiente o contradditoria, voglio concentrarmi solo sulla differenza concettuale ed ideologica fra assoluzione e prescrizione.

Al termine di un processo il giudice pronuncia la sentenza di assoluzione nel caso in cui l'imputato venga ritenuto NON colpevole del reato a lui ascritto; se invece l'imputato E' colpevole ma il reato Ŕ stato commesso parecchi anni prima, allora il giudice pronuncia la dichiarazione di estinzione del reato (ovvero la prescrizione).

Giusto per mettere i puntini sulle i, Giulio Andreotti non Ŕ mai stato riconosciuto NON colpevole del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso: Ŕ a piede libero grazie alla prescrizione, come si evince dalle ultime due pagine del fascicolo della sentenza della Corte d'Appello di Palermo. Leggetele direttamente, ulteriori commenti sarebbero superflui.